#SENZAMUSICA non c’è rilancio: le proposte di emendamento sul settore musica in discussione alla camera

By 9 Giugno 2020 Giugno 25th, 2020 News

Alcuni emendamenti al Decreto Rilancio di supporto al mercato della musica, che avevamo proposto al parlamento la settimana scorsa, sono stati presentati alla camera
Gli emendamenti presentati dall’intero parlamento sono 8000 e da oggi, 9 giugno, ogni gruppo parlamentare “segnalerà” quelli prioritari che si dovranno discutere, e che avranno maggiore possibilità di entrare nel testo legislativo. È fondamentale ottenere la giusta attenzione sul settore musicale.
Per questo motivo dobbiamo attivarci adesso, immediatamente, a supporto delle istanze del settore e fare in modo che arrivi forte e chiara la nostra voce, fatta di moltitudini di persone. Dobbiamo guadagnare l’opinione pubblica per poter ottenere che le nostre proposte di emendamento vengano attuate.

Cosa puoi fare? Per essere uniti abbiamo deciso di usare tutti insieme l’hashtag #senzamusica, ognuno sui propri social per amplificare il messaggio coinvolgendo chiunque: che lavori nella musica o che sia un semplice ascoltatore, fan o appassionato.
C’è bisogno del sostegno di chiunque creda che #senzamusica non ci sia rilancio.
È LA NOSTRA OCCASIONE, NON SPRECHIAMOLA.

 

Di seguito le proposte di emendamento che sono ora all’esame alla camera dei deputati, in ordine di articolo della legge, a cui segue un breve chiarimento illustrativo:

Art. 25 

All’art. 25, dopo il comma 7, aggiungere il seguente: “7 bis. Anche i contributi erogati da enti locali e regioni a sostegno di attività colpite dall’emergenza COVID-19 non concorrono alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rilevano altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorrono alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto legislativo 1 dicembre 1997, n.446.”

 

CHIARIMENTO: I contributi a fondo perduto previsti dagli enti locali a sostegno della riprese delle attività non sono soggetti a tassazione.

 

  Art. 28

 

All’art. 28, apportare le seguenti modificazioni:

  1. a) al comma 1 dopo la parola “agricola,” sono aggiunte le seguenti “culturale e

creativa”;

  1. b) conseguentemente, al comma 2, dopo la parola “agricola,” sono aggiunte le seguenti

“culturale e creativa”;

  1. c) al comma 5 dopo la parola “giugno” sono aggiunte le seguenti “; per le strutture e i

luoghi adibiti ad attività di spettacolo dal vivo il credito di imposta è riconosciuto

anche per i mesi di giugno, luglio e agosto e settembre”.

 

CHIARIMENTO: Il credito d’imposta del 60% per le locazioni previsto per i mesi di marzo, aprile e maggio, sarebbe esteso anche a i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre per i luoghi di spettacolo dal vivo.

 

Art. 84 

 

All’Art. 84, comma 8, lettera b), dopo le parole “e il 31 gennaio 2020;”, inserire le seguenti parole: “per i lavoratori intermittenti di cui alla presente lettera iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, l’accesso all’indennità è comunque riconosciuto in base ai requisiti stabiliti dal successivo comma 10 del presente articolo.”

 

CHIARIMENTO: con questo provvedimento sarebbero estese le indennità assistenziali previste a causa COVID a favore dei lavoratori iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo ai lavoratori intermittenti del settore spettacolo. Le indennità sono relative ai mesi di aprile e maggio.

 

Art. 92

All’art. 92, comma 3,  i lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 15 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 che non siano beneficiari delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, né di quelle di cui agli articoli 20, 21, 22 e 36 e 84 del presente decreto accedono alle prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 nei giorni in cui non sono in chiamata anche in costanza di rapporto di lavoro.

 

CHIARIMENTO: Con questo provvedimento, i lavoratori intermittenti assunti con un contratto di lavoro mediante il quale si pongono a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente senza obbligo di rispondere alla chiamata e senza indennità accederebbero alla indennità di disoccupazione NASPI, alle condizioni di legge e avendone i requisiti, in tutti i giorni in cui non sono in chiamata e senza retribuzione, anche in costanza di rapporto di lavoro, essendo da considerare disoccupati ai sensi della Circolare INPS 41/2006 p. 4-2 e 4-5.

 

Art. 127

 

All’articolo 127, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. a) Al comma 1., lett. a), dopo il numero 2), sono inseriti i seguenti numeri:

“2-bis):al comma 2, lett. c), dopo le parole: “, sale da gioco e biliardi;” sono inserite le

seguenti parole: “soggetti che operano nella produzione, distribuzione e organizzazione di

spettacoli dal vivo;”

2-ter):dopo il comma 5, è inserito il seguente:

“5-bis: I soggetti di cui al comma 2, lettera c), applicano la sospensione di cui al comma 1

fino al 31 agosto 2020. Gli adempimenti e i versamenti sospesi ai sensi del periodo

precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, con le modalità e nei

termini previsti dal comma 4. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.”

Al comma 2, lett. b), infine, è inserito il seguente comma:

  1. Dopo il comma 3, è inserito il seguente:

“3-bis. I soggetti che operano nella produzione, distribuzione e organizzazione di spettacoli

dal vivo applicano la sospensione di cui al comma 1 fino al 31 agosto 2020. Gli adempimenti

e i versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di

sanzioni e interessi, con le modalità e nei termini previsti dal comma 5. Non si fa luogo al

rimborso di quanto già versato.

 

CHIARIMENTO: Con tali modifiche, i soggetti che producono, distribuiscono e organizzano concerti potrebbero pagare i versamenti relativi ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, le addizionali regionali e comunali, l’IVA, i contributi previdenziali e assistenziali e i premi per le assicurazioni obbligatorie entro il 31 agosto 2020 (la scadenza attuale è 30 giugno). 

 

Art. 181

All’art. 181, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

“1-bis – Gli enti locali possono riconoscere le esenzioni di cui al comma 1 alle manifestazioni

culturali autorizzate su suolo pubblico, anche con provvedimenti dell’organo esecutivo.

 

CHIARIMENTO: Con tale modifica, le manifestazioni culturali autorizzate che si svolgono su suolo pubblico sarebbero esentate dal pagamento della tassa per l’occupazione di suolo pubblico fino al 31 ottobre 2020. 

 

Art. 183

All’articolo 183, dopo il comma 9, aggiungere il seguente:

“9bis. il credito di imposta di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2014, n.

83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e successive

modificazioni, spetta anche per le erogazioni liberali effettuate, a decorrere dalla data di

entrata in vigore del presente decreto-legge, a favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni

ed altri organismi afferenti al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che

svolgono attività ai sensi della legge 17 ottobre 1996, n. 534, e della legge 28 dicembre

1995, n. 549, nonché alle imprese ed altri soggetti giuridici di produzione e distribuzione di

spettacoli di musica, danza e teatro ancorché costituiti in forma cooperativa ed associativa”

All’art. 183, comma 9, dopo le parole “spettacoli viaggianti” sono aggiunte le seguenti “e

delle imprese ed altri soggetti giuridici di produzione e distribuzione di spettacoli di musica,

danza e teatro ancorché costituiti in forma cooperativa ed associativa”.

 

CHIARIMENTO: con tale modifica l’ART BONUS verrebbe esteso anche alle realtà che non usufruiscono dei fondi del FUS, sia costituite in forma di imprese che in forma di associazioni.

 

Art. 183

All’articolo 183 sono apportate le seguenti modificazioni:

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma 3-bis: “E’ istituito un Fondo di sostegno alle

attività dello spettacolo dal vivo destinato ad imprese ed altri soggetti giuridici di produzione

e distribuzione di spettacoli di musica, danza e teatro, ivi compresi i soggetti costituiti in

forma cooperativa ed associativa, costituiti formalmente entro il 28 febbraio 2020 e che non

siano già finanziati a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, per le attività di spettacolo dal

vivo messe in scena a partire dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2020, anche al fine di sopperire ai mancati incassi da biglietteria e alle spese organizzative aggiuntive derivanti dalla restrizione della capienza degli spazi nonché dalle prescrizioni e dalle misure di tutela della salute imposte dall’emergenza Covid-19. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2020.”

Conseguentemente: All’articolo 183 sopprimere il comma 10

 

CHIARIMENTO: Con tali modifiche verrebbe eliminata la “Netflix della cultura” istituita su iniziativa del Ministro Franceschini, e i 10 milioni ad essa destinati sarebbero destinati alla creazione di un fondo di sostegno che possa compensare i mancati introiti dei concerti che si terranno dall’entrata in vigore della legge sino al 31 dicembre. Il senso della modifica è di creare un fondo che possa tutelare i mancati guadagni dei biglietti dovuti alle restrizioni in vigore (diminuzioni delle capienze, spese aggiuntive per acquisto di materiale igienizzante, ecc).

 

Art. 183

All’art. 183, comma 1, lettera a), dopo le parole “in conto capitale;”, sono aggiunte le

seguenti “almeno 40 milioni della dotazione complessiva sono destinati a soggetti e

organismi dello spettacolo dal vivo che non siano già finanziate a valere sul Fondo unico per

lo spettacolo”.

 

CHIARIMENTO: Una quota dei fondi di aiuto per il settore cultura stanziati dal DL Rilancio (che, ricordiamo, aveva aumentato a 245 milioni i fondi per il settore cultura, dagli originari 130 milioni previsti dal DL Cura Italia), quantificati in 40 milioni, sarebbe destinata PER LEGGE alle realtà Extra Fus.

 

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